LA PRIMA PICCOLA GRANDE LIBERAVVENTURA
Le vacanze di agosto sono finite, molti giorni sono stati piovosi, poche passeggiate e niente volo.
Tornando al lavoro, c’è da fare.
Rivestimento esterno con applicazione rete, un po’ pesantuccio.
E’ quasi un mese che non spicco il volo e con Giuliano ( il mio fratello di cielo ) ne parliamo in diversi momenti e così questo weekend ci aspetta.
La settimana passa lenta e continuando a tenermi aggiornato un po’ televisione e un po’ internet, tengo d’occhio la meteo che sembra promettere bene.
Poi succede l’imprevisto. Siamo a Mercoledì e Giuliano mi dice che secondo lui ci sono buone probabilità che domani in mattinata si riesca a finire questa preparazione.
“ Domani chiamiamo Alberto e se è Brescia in pomeriggio si va a volare ah che ne pensi !!! “
Non dico niente e mi tengo un sacco di dubbi sul fatto che si finisca per mezzogiorno, però alla sera ci butto uno sguardo alle previsioni con una certa speranza che tutti i fattori si conbinino in uno stupendo puzzle da alzarsi in volo.
La giornata lavorativa comincia come al solito. Man mano che le prime ore passano vedo gradualmente materializzarsi la speranza di riuscire nell’intento.
Anche se continuo a tenermi un sacco di dubbi.
A mezzogiorno abbiamo davvero finito. A questo punto spero davvero che il programma pensato si realizzi. Sabato c’è il compleanno della mia piccola Alice e non voglio mancare, mi resterebbe domenica. Prendo il telefono e chiamo Alberto.
La meteo è buona manca solo l’istruttore, io non ho ancora il brevetto e deve esserci anche lui.
Così gli spiego del pomeriggio libero e rimaniamo d’accordo per le due, due e mezzo in atterraggio.
Ok, casa, si mangia qualcosa, una doccia e via. Fa ancora caldo ma non immaginavo un caldo così.
“ Franco hai sentito il programma della giornata.”
Giulio era già arrivato come quasi sempre prima di me.
“ No, dimmi ? “
“ Si va su a piedi. “
“ Va bene. “ Dico contento chissà mi rifaccio delle passeggiate mancate in montagna.”
Così ci avviamo in macchina al parcheggio ed io non avevo proprio idea di ciò che mi aspettava.
Sottopassaggio, sacca in spalle, un attraversamento pedonale e quasi di colpo immersi in una Brescia non conosciuta quasi medievale iniziamo una salita con scalini in pietra e ciotoli fino ad una fontanella che dall’aspetto sembra sgorgare proprio in quel punto. Il pieno alle bottigliette d’acqua e ci incamminiamo. Alberto il più allenato tiene testa, Giulio ed io seguo. Il ritmo sembra normale ma non ho mai camminato con un carico così sulle spalle e la ripidità del sentiero mi sorprende e mi coglie davvero impreparato. Tengo il ritmo, ma si vede che è troppo per me e mi fermo a riprendere fiato. Mi aspettano la prima volta e anche la seconda. Poi sono io a dirgli di andare avanti che io trovo il mio ritmo e arrivo comunque, ci puoi contare.
Alberto deve per lavoro andare. Alle 16 è atteso in atterraggio da alcuni allievi. Va con il suo ritmo.
Giulio è sempre davanti a me, un po’ più avanti ma lo vedo.
Ad ogni passo una goccia di sudore cade da un sopracciglio, gli occhi intenti a guardare dove metto i piedi sul ripido sentiero. Rocce, caldo, sono quasi pentito di avere per caso indossato un paio di jeans un po’ pesanti. Mi devo fermare di nuovo, il calore che ho addosso non è indifferente.
Faccio come Giulio, tolgo la maglietta ormai inzuppata dal sudore. Va meglio il calore riesce a dissiparsi più in fretta, va meglio, anche se sembra di non arrivare mai.
Di nuovo una pausa e mi guardo intorno, la città è laggiù ma mi rendo conto che siamo ancora bassi rispetto al punto di decollo. Ho anche la strana impressione di conoscere questi posti, ma questa impressione si allontana praticamente subito, quasi non faccio ad ora ad accorgermene, sarà perché so benissimo di non esserci mai stato. Eppure, mah.
Ok avanti siamo oltre la metà ed anche Giulio ha bisogno di una pausa, ne approfitto per raggiungerlo e dirgli che se vuole andare comunque non deve aspettarmi ci vediamo in decollo.
Così lui parte ed io mi fermo. Pausa biologica. Ed è in questo momento che il mio sguardo scorre lungo la cresta alla mia destra, ne seguo il dislivello ed i vari affranti, seguo con lo sguardo il suo stagliarsi nel cielo e sorrido perché ora la riconosco, non mi era mai capitato di accarezzare con lo sguardo una montagna e riconoscerla per averla sorvolata, si è lei, la cresta che si sorvola dal decollo est. Meraviglia e stupore nel cuore e nell’animo, gioia semplice che chi non vola non potrà mai capire. Un sorriso che mi da nuova energia. Avanti fino a guadagnare il decollo. Mi siedo ansimante, è stata inaspettata e veramente dura. Ora riposo un po’ senza immaginare che le emozioni della giornata non erano ancora finite.
Oggi volevo provare il veleggiamento, cercato e mirato perché fino a oggi la mia sola preoccupazione era quella di decollare bene ed arrivare in atterraggio, ogni volta che uscivo pensavo all’atterraggio. Oggi avevo dentro qualcosa, un istinto di ricerca.
Quella sicurezza che si acquista con il protrarsi della pratica.
Ora sentivo proprio il desiderio di cercar di salire in termica, ho volato in biposto sul traliccio rotto, voglio anch’io tentare, prima o poi lo avrei fatto comunque, oggi me la sento proprio, sai quando sei sempre incerto su tutto e ad un certo punto sai che quello è il momento, sei riposato mentalmente, rilassato e vuoi fare quella cosa nel modo migliore. Oggi, adesso.
Lascio che il decollo si liberi dai piloti e che lo spazio aereo sia un po’ più libero, Giulio aspetta con me, nel frattempo gioiamo di essere arrivati e facciamo riposare il fisico.
Giulio decolla per primo e io subito dietro di lui mi preparo.
Sembrava che sapessi già cosa sarebbe successo.
Esco, aspetto di aver controllato la direzione e di essere un po’ lontano dal pendio, mi sistemo nell’imbrago e ora il traliccio è mio, faccio alcuni passaggi e sento la forza termica che mi solleva, non so se faccio perfetto ma riesco a stare lì dentro alla termica, sono un po’ lontano dal pendio e posso permettermi un 360, cosi dopo alcuni passaggi e un paio di 360 vedo il decollo dall’alto, la prima volta che da solo salgo oltre il punto di decollo.
La mia gioia non la vede nessuno, sul mio viso un sorriso quasi incredulo.
Per oggi era davvero più di quanto mi sarei aspettato. Punto verso l’atterraggio, penso alle varie manovre imparate al corso mentre dolcemente mi avvicino.
Quando metto i piedi per terra è il momento di giore e di ricordare le emozioni di questa indimenticabile giornata che resteranno per sempre dentro all’anima ed al cuore, in un indelebile momento fatto di profumi ed emozioni uniche che hanno colorato il cielo di quel giorno.
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