venerdì 16 gennaio 2009

Delle nuvole

Delle nuvole

E' quasi l'alba apro gli occhi e la debole luce del mattino entra dagli scuri ormai rotti e
consumati dal tempo,in questo rifugio montano dove ho trascorso la notte.
Lascio tutte le mie cose ed esco, scendo la piccola cresta e vado sul prato del decollo, mi
siedo al fresco ed aspetto il sorgere del sole qui a duemila metri. L'attesa non è lunga, ad ogni
minuto che passa il cielo si rischiara sempre più ed il rosso del sole splende con mille riflessi
fra le montagne ancora brune di notte, uno spettacolo che si ripete da tempo infinito ma
capace di suscitare in me sempre emozione ed una lacrima cade dai miei occhi sul prato del
decollo, segno visibile di quell'emozione mentre la vallata s'illumina ai miei piedi.
Sono lacrima, cado silenziosa dalle ciglia su un dolce pendio montano, presto il sole riscalderà
l'aria e tutto intorno sarà più leggero, mi trasformerò e salirò lassù, salirò e mi trasformerò,
vapore acqueo ora ed infinitesima parte di una giovane nuvola poi.
Sono ormai le undici del mattino ed i primi cumuli vanno formandosi, la brezza di valle è
dolce e buona per il decollo. Lo stomaco sente ancora quella sensazione di disagio, tipica
dell'incertezza umana,mentre mi avvicino con la vela sulle spalle per poi sparire mentre
preparo l'attrezzatura,guardando il cielo e osservando il ciclo termico.
E da quassù ti ho visto all'alba del tempo del volo, con tutti i tuoi tentativi. Dopo voli sempre
più rumorosi ti avvicini a me finalmente nel silenzio, nel silenzio della maestosa aquila, quel
silenzio che è dei primordi del tempo che ti lega infinitamente con il mondo.
La prima volta che ti ho visto ricordo di aver pensato, cosa pensi di fare con quel pezzo di
straccio colorato,corri lungo un pendio sperando di poter raggiungere il cielo, azzurro e
bianco fatto di aria e di noi nuvole che stiamo qua da sempre sopra il mondo, ogni giorno
nascere ed ogni sera dissolversi per poi rinascere in un nuovo giorno, così da sempre.
Il cielo è perfetto, il ciclo termico ha preso la sua regolarità e la brezza di valle è buona,
mi aiuterà.
Sono pronto, di nuovo i controlli pre-volo, dal basso verso l'alto, con calma come ho
imparato a scuola,tutto a posto, vado.
Ti vedo lì con le bretelle in mano, il cuore batte al mille e se potesse andrebbe fuori giri
1001-1002-1003 concentrato, una corsa due lunghi passi e sei in volo.
Sono in volo, alla prima ascendenza vado a trovare quel cumulo, mi guarda e sembra
chiamarmi.
L'ascesa è abbastanza tranquilla, il mondo sotto è in un silenzio apparente, immobile quasi che
non avesse bisogno di muoversi, mentre giro con tranquillità la termica sento un richiamo,
come se una parte di me fosse già quassù e cercasse di riunirsi a me, ma allontano questo
pensiero e rimango concentrato, mi avvicino a quella splendida nuvola che sembra stia
crescendo un pò velocemente, i valori di ascendenza sono buoni. Mai avvicinarsi troppo ad un
cumulo in fase di sviluppo veloce.
Io giovane cumulo ti vedo ormai vicino, una tua lacrima fa parte di me e ti sente mentre ti
avvicini,
vorrei dirti di stare attento, di non osare troppo, divento grande in fretta e quando
divento grande sono pericoloso, come la potente onda del mare che ti travolge.
L'acqua che ha bagnato il tuo mondo è come me. Scende e poi torna verso il cielo, nell'infinita
continuità delle cose. In ogni piccola gocciolina di vapore io ci sono, rinasco come tu rinasci
ogni volta che stacchi i piedi dalla madre terra a cui sai che dovrai tornare come io so che
tornerò per rinascere.
Sono vicino al cumulo che mi guarda e sembra parlarmi, mi sento parte di quest'aria e guardo
il mondo con serenità, non mi avvicino di più ed anzi cerco di uscire dall'ascendenza per
planare con tranquillità verso valle.
Quasi mi lascio scarrocciare un pò, la quota non mi manca, sempre attento controllando
l'aria circostante.
A volte quando sei qui e mi sfiori portando via con il tuo calore parte di me, vorrei gridarti
pur senza voce:
" Vai via o la mia energia ti distruggerà." ma non ho voce se non quella del tuono, ma tu già la
conosci perchè ormai hai imparato molto e non ti avventuri rischiando la vita, allora il mio
messaggio ti è chiaro e sono contento, ma quando sei così vicino non mi puoi sentire.
Che cosa ti spinge quassù piccolo ed insignificante uomo, piccolo ed insignificante ma capace
di grandi imprese come raggiungere il cielo, dove non è il tuo posto, che cosa ti spinge.
Forse la libertà, il desiderio di non avere vincoli terreni e senza essi la paura della morte?
E allora quante strade dovrai percorrere per capire!
Poso dolcemente i piedi per terra, quella madre terra a cui sempre si torna, anche dopo la
Morte e guardando il cielo uno strano senso di consapevolezza mi pervade, è come se
qualcuno avesse messo dentro di me delle verità assolute che pur da sempre esistevano anche
se nascoste.
Ripiego le mie ali, si perchè oggi avevo un paio d'ali e mentre mi incammino con la sacca
sulle spalle verso il mondo, penso che l'uomo si è dimenticato troppo spesso di quanto sia
bella la vita ed il mondo, di quanto sia troppo legata la sua sorte all'equilibrio che madre terra
con i suoi mari, fiumi, montagne, cielo e nuvole ha creato alla perfezione, per non dire nulla
della vita stessa. Equilibrio che l'uomo ha via via modificato distruggendo ecosistemi ed intere
zone boschive.
I miei passi si fanno pesanti su queste riflessioni ed un pò mi dispiace dopo un bel volo, ma
oggi non riesco a non pensare e mi vengono in mente gli indiani d'America, loro si che
vivevano in perfetta unione con il mondo, in armonia e rispetto, a quella frase ormai famosa,
" Quando non ci saranno più pesci nei fiumi, cosa mangerà l'uomo bianco, il suo denaro."
E' ormai sera anche le nuvole tornano alla madre terra, i riflettori si spengono sul mondo.
Sereno mi addormento, sentendomi un pò più saggio, con questa domanda:
"Perchè tutti gli esseri umani una volta nella loro vita non fanno un volo in parapendio avvolti
nel silenzio e dalla magia, per rendersi conto di quale meraviglioso dono sia la terra e
la vita stessa. Forse un pò più di amore potrebbe nascere nel loro cuore e chissa..!!!
Beh! Sono uno dei fortunati.

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