venerdì 16 gennaio 2009

Il mio cielo 2002

Sirmione 28 Maggio 2002

C’è un attimo in cui tutto si ferma
il mondo è un niente ed un tutto insieme
un momento dove il normale diventa straordinario
due passi di corsa trasformano tutto.

In quel momento ci sono mille sensazioni e nessuna paura
una infinita distanza da tutto
ed un’armonia con tutto che inizia
proprio con due passi di corsa.

Come descrivere il mio sorriso di gioia, quasi stampato sul viso, non appena quel piccolo aereo da turismo
dopo la sua corsa di decollo, si è alzato in volo?

Per me dopo tanto desiderare di provare a volare, era la prima volta.
E come descrivere che tornai a terra, guidando la macchina, mi sono sentito così strano, quasi estraneo a questa terra. Ma tutti, quando volano per la prima volta, provano queste cose?
In un mondo così occupato a sopravvivere, a soffrire, ad alzare bandiere di morte in nome di un qualcosa, in questo mondo triste e pronto ad uccidere, dove la vita individuale conta sempre meno e l’essere umano vive troppo spesso lontano dalla natura, o trovato qualcosa che mi unisce infinitamente con il tutto, con una dolcezza a dir poco unica e non lo dico per dire perché volare è speciale.
La mia indole cerca l’armonia con la natura ed è stato facile capire che volare mi interessava si, ma in modo molto semplice ed armonico, come in parapendio.
Provato una volta, è stato amore a prima vista.
Esperienza indimenticabile, tu corri, continua a correre, anche se non riesci a muoverti tu corri aveva detto l’istruttore, corri, cosa corro se mi sento tirare indietro, ma come, adesso sto sgambettando nell’aria, ok, basta correre, straordinariamente bellissimo, sospeso nel vento.

Conoscevo ancora poco in mondo del parapendio, prima di frequentare una scuola ed incontrare persone speciali sicuramente pensavo che chi pilota un parapendio è una persona speciale che fa qualcosa di speciale.
Ma più frequentavo la scuola e più pensavo che tutto sommato sono persone normali che fanno qualcosa di speciale. No, sono persone normali che fanno cose normali, per quanto possano essere e ripeto essere e non sembrare straordinarie.
Volare non insito nell’uomo, ma ho visto persone spiccare il volo con un’armonia di movimenti da sembrare ballerine in completa armonia con il mondo e con la natura.
Ma veniamo ad un giorno per me speciale.
E’ il mio terzo volo in biposto come turista ma dato che ogni volta ho imparato qualcosa, posso dire anche come allievo.
Quel giorno con Walter, “ il mago Walter “ come dice il Liga ci avvicinammo ad una nuvola e ne sentii la gioia, ne sentii il profumo e la freschezza ed ebbi un leggero rimpianto a vedere che si allontanava e restava la immersa nel suo splendore mentre noi scendevamo planando dolcemente nel cielo limpido di un bel giorno d’estate.
E’ straordinario poter assaporare ogni istante senza l’attenzione necessaria al pilotaggio. Un cuore rapito e non ancora tornato è il mio, ed il sogno di un corpo leggero, quasi impercettibile, scavalcato e sommerso dalle emozioni di quegli istanti mentre accarezzavo dolcemente il viso di quella nuvola incorporea è tuttora presente in me. Guardando sempre il cielo.
Per quanta buona volontà ci si possa mettere, sono ancora costretto a “ Tenere la vita per la coda “ come dice
il Liga, ma in un prossimo futuro sperando che tutto vada per il verso giusto, riprenderò il corso e tornerò lassù, questa volta con l’impegno di essere un buon pilota per poter vivere completamente la mia straordinaria esperienza del volo senza motore, senza rumori, solo il vento e le nuvole anche se un uomo lassù non può restare. Vivo quasi al limite del paradosso. Per volare devo restare ancora un po’ “ con i piedi per terra “ . P.s. Con i piedi per terra si, ma con “ la testa fra le nuvole “.

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