STORIA DI UN VIAGGIO DOVE L'ATMOSFERA E' CREATA DAL NULLA,DOVE NON C'E' POSTO E NON C'E' TEMPO,DOVE GLI UOMINI CONOSCONO IL LORO DESTINO VANNO AD ASCOLTARE IL CIELO E SONO QUELLO CHE HANNO DENTRO! Là solo soletto, lontano dalla costa e dalla barca, un gabbiano si stava allenando per suo conto: era il gabbiano Jonathan Livingston.
martedì 27 maggio 2014
Una nuova stagione di volo
Ebbene si, il sabato è arrivato. Un tanto atteso sabato con condizioni ideali per il volo. A dire il vero già alle 9,30 sul Pizzoccolo già apparivano le prime nubi, sintomo forse di una forte instabilità. Sono andato al lago, dove si vede bene la montagna per dare un'occhiata prima di partire e scattare alcune foto. Scoprirò poi che quelle nuvole, erano generate dai venti provenienti da sud, quindi non da un'instabilità atmosferica. Detto ciò parto alla volta della mia amata zona di volo. Dato che i miei voli sono scarsi, mi esercito un pò in campetto. Trovo anche Cristina, anche lei affezzionata al posto, così "assaggiamo" insieme l'aria della giornata. Il campetto è sempre utile, sopratutto se voli poco, ti aiuta a togliere la ruggine ed a rendere fluidi i movimenti. Insomma a riprendere confidenza con l'ala. Bastano due voletti. Incontriamo Fabio, anche lui spesso qui e si decide per una salita con la navetta insieme. Le condizioni sembrano toste. Fabio alle 2,30 decide di uscire. Io e Cristina decidiamo di attendere. Beh il mio è il secondo volo di quest'anno e a quanto pare anche lei non ha volato molto. Aspettiamo che le condizioni siano un pò in calo. Però un pò di invidia ci prende quando vediamo Fabio salire alla grande. Per radio ci dice: " Duemila e due, e si sale ancora". Poi si allontana, quasi lo perdiamo di vista stando a riposare ed attendere il nostro momento. Ma poi di nuovola sua voce per radio:" Oh avete visto l'aliante". Così incuriositi ci alziamo dal prato ed eccolo l'aliante, sembra girare intorno a Fabio, lassù a circa Duemila e cinque. Dopo poco si allontana verso il lago e Fabio si mette a giocare con il cumulo che gli era vicino, entrando ed uscendo dalla nube. Noi li a guardare entusiati per il suo volo.
Le condizioni sono finalmente in calo verso le 3, 30. Io e Cristina ci prepariamo per uscire insieme, uno dopo l'altro. Scopriamo che salire è facile, io me ne accorgo perchè il mio variometro ha deciso di spegnersi e comunque riesco a stare in termica raggiungendo la vetta del pizzoccolo, mille e sette. Cristina è più alta di me. C'è un pò di vento da sud, direi non poco, dato che si fatica ad avanzare. Così mi chiedo: " Accidenti, se aumenta il vento siamo nei guai." Così dopo un paio di tentativi di raggiungere il lago, punto all'atterraggio. Beh non c'era verso di scendere ci vorranno venti minuti solo per impostare l'atterraggio. La giornata è stata splendida. Mentre ripieghiamo la vela guardiamo in alto. Tutti i cumuli sono spariti. La giornata va verso la sua fine. Una birretta e due chiacchiere su ciò che abbiamo vissuto. Ci salutiamo con un "Alla prossima".
Tornando verso casa, mi rendo conto che la gioia di volare, ha riempito il mio essere. Mi sento molto bene. Felice. Grazie cielo.
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