STORIA DI UN VIAGGIO DOVE L'ATMOSFERA E' CREATA DAL NULLA,DOVE NON C'E' POSTO E NON C'E' TEMPO,DOVE GLI UOMINI CONOSCONO IL LORO DESTINO VANNO AD ASCOLTARE IL CIELO E SONO QUELLO CHE HANNO DENTRO! Là solo soletto, lontano dalla costa e dalla barca, un gabbiano si stava allenando per suo conto: era il gabbiano Jonathan Livingston.
domenica 7 luglio 2013
Le belle termiche
Giovedì 13 Giugno, il cielo sta piano piano passando dal crepuscolo al tramonto, gli ultimi voli delle rondini che dopo la lunga giornata di lavoro alla ricerca di cibo, si lasciano dolcemente andare ad inseguimenti giocosi, godendosi il cielo per quella splendida meraviglia che solo gli uccelli sanno. Per tutto il giorno, nessuna nuvola nel cielo, l'alta pressione ha finalmente invaso con il suo calore tanto atteso il nord Italia. La giornata di lavoro è finita e domani sarà un venerdì non troppo pesante ed il mio pensiero è già proiettato alla giornata di sabato. Giugno finalmente si fa sentire ed anche il desiderio di un volo è nei miei pensieri. Nel frattempo la gioia delle rondini lascia il posto agli uccelli notturni, i primi pipistrelli sostituiscono le stanche rondini che con dolcezza si avviano al riposo notturno, per loro domani sveglia presto. Non manca nella mia visione del cielo un rapace notturno dalle ali chiare, che passa sfuggevole a caccia, veloce e potente, tanto sfuggevole da non riuscire ad identificarlo, lasciando comunque in me una sensazione di meraviglia e di stupore in quanto non è così usuale vedere un uccello notturno dalle mie parti, in mezzo alle case, sono abituato alle rondini, i merli, veder planare in silenzio un cacciatore con un'apertura alare maggiore delle solite rondini e afferrarlo con lo sguardo per pochi secondi, come fosse una stella cadente, quasi come se fosse passato in sogno, amare il suo volo anche per pochi istanti è affascinantemente bello. Piccoli ma grandi voli per la sopravvivenza, come non amarli. Il cielo inizia a farsi scuro, il crepuscolo lascia gradualmente il posto alla notte, la prima notte calda di quest'anno. Il venerdì scorre piacevolmente e sabato finalmente arriva. Doccia mattutina e via. Arrivo in atterraggio con grande anticipo, aspetterò all'ombra in tranquillità, la settimana di lavoro è finita, con le sue calde e sudate giornate. Ora calma, niente fretta. Osserviamo il volo di un rapace nei pressi del pendio, fatica a salire, sono le 10,30 di uno splendido mattino. Alberto, il mio istruttore di volo arriva ai campetti con nuovi allievi, che con i loro primi tentativi e l'entusiasmo di staccare i piedi di pochi centimetri dal suolo, mi regalano gioia e il ricordo del mio stesso entusiasmo nei primi approcci con il parapendio. Ho fatto solo due voli dall'inizio dell'anno, meteo molto avversa nei sabato e domenica. Oggi tutto promette bene. Due allievi in decollo, io Fabio e Paola. Lasciamo uscire i pulcini, Alberto aspetta di seguirli via radio. Io esco per primo, ma Fabio è pronto ad uscire subito dopo. Arranco davanti al decollo girando un più uno, mentre Fabio punta dritto al roccolo e lo vedo girare una termica che lo porterà dritto ai millesette. La tentazione di seguirlo è forte, ma voglio restare nella termica che ho trovato e che mi premia un po più lentamente portandomi ai millesei. Proprio bella, quelle che non danno forti scossoni e sono costanti, più due, più tre. A questo punto penso di farmi un giro verso il lago, sperando che la cresta di fronte mi ricompensi con qualche ascendenza. Ma non è così, quindi, che faccio non voglio atterrare ancora, torno indietro e spingo sull'acceleratore con la speranza di arrivare con quota sufficiente per agganciare vicino al roccolo. E' bastato avvicinarmi al pendio per sentire l'aria in ascendenza. Litigo con una termica che è come un cavallo imbizzaritto e non vuole farsi domare, mi butta fuori diverse volte. Nel frattempo Fabio ha una buona quota e Paola non è ancora uscita. Mi sposto con la poca quota guadagnata e il pendio restituisce energia, si sale un pò ovunque. Bene e piacevolmente, di nuovo sopra i millecinque. un giro vicino alla vetta del monte, poi mentre Paola sale piano piano guadagnando quota io plano contento. Mentre siamo in atterraggio e ripieghiamo le vele, ci gustiamo il volo di Paola. Tutti abbiamo fatto un'ora di volo, abbiamo goduto della buona compagnia e la gioia accumulata ci farà da riserva che durerà, si spera, tutta settimana fino al prossimo volo.
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