sabato 20 aprile 2013

14 Aprile 2013 Torna la passione

E’ domenica, una splendida domenica di sole, come del resto lo è stato sabato, ma sabato nonostante la mia predisposizione al volo sono riuscito solo a fare esercizio e due voletti da campetto. Casualmente oggi sono passati nove mesi esatti dall’ultimo mio volo, non sono mai stato così tanto tempo senza volare, mi è capitato ancora di non volare per sei mesi e mi chiedo continuamente come sarà il mio approccio con l’aria. Ci raduniamo nei pressi della navetta, alcuni stranieri di non so dove, due amici che volano in deltaplano io la Cristina e Fabio. Questi ultimi due hanno volato anche nel pomeriggio di sabato, finalmente interropendo un lungo digiuno dopo l’inverno e le innumerevoli giornate piovose di inizio primavera. Oggi ci sono anch’io ad attendere di salire in decollo. Mentre aspettiamo arriva anche la Fiore, che si informa delle mie condizioni dopo un po’ di mesi che non ci si vedeva. Pensavo di sentire molta tensione nell’attesa e anche nel tragitto con la jeep ma non è andata così, mi sono sentito tranquillo e nessuna contrazione allo stomaco come mi aspettavo, un po’ merito anche di Manuel (uno dei due deltaplanisti ) che con le sue battute e la sua simpatia ha reso più veloce il percorso verso il decollo facendoci ridere di gusto. In volo c’erano già due para che veleggiavano e diversi erano quasi pronti ad uscire in volo. C’è da aspettare. Noi tre ci facciamo un giro a vedere com’è il cielo verso ovest, ascoltando il racconto di Fabio che descriveva il suo tentativo di ieri di inseguire altri parapendisti per attraversare la valle rinunciando per la discendenza che aveva trovato e ritrovandosi in difficoltà nella zona sottovento. I suoi tentativi di risalire, fortunatamente sono andati a buon fine e ha riguadagnato quota. Mentre chiacchieriamo lo sguardo è rivolto al cielo. “Abbiamo un ospite.” Dico io. Un aliante si avvicina rapido e si piazza sotto il grosso cumulo che staziona da un po’ sopra il decollo. Non è la prima volta che un cumulo si forma e non ne vuole sapere di spostarsi o disfarsi restando praticamente sempre nello stesso posto mettendo in ombra il decollo. Oggi il vento era prevalentemente da sud est, mentre più in alto le nuvole si spostavano sospinte da un vento da ovest, devo ricordarmelo per vedere se la cosa si ripete ed imparare qualche cosa di più sulla mia zona di volo. Tempo un minuto e Fabio dice: “ Di solito non sono mai da soli. “ Ed ecco il secondo aliante unirsi al primo sotto la base scura del cumulo. Il terzo lo vede Cristina, beh dai uno per uno è giusto. Anche il terzo aliante si unisce alla danza che si svolge proprio sulle nostre teste, girano ad una distanza uno dall’altro praticamente identica, noi li guardiamo con meraviglia, facendo commenti sull’apertura alare e sul fatto che sembrano come far parte di una giostra per bambini e di quanto siano belli. Qualche minuto, il tempo di rifare quota e via che ripartono verso est. Parapendio e deltaplani sono in volo insieme, salgono tutti, un parapendio entra per qualche socondo nel cumulo, lo rivediamo scendere con le orecchie. La giornata è bella attendiamo che la maggior parte dei piloti sia uscita e si sia allontanata dal decollo, poi in sequenza usciamo, prima Fabio poi Cristina ed io. Nessuno fino a quel momento aveva decollato alla francese e mi era sembrato strano visto che si parlava degli stranieri come bravi piloti. Va beh io finchè ci sono le condizioni di vento ideali continuo ad usare il decollo spalle al pendio e viso fronte vela. Attendo il momento giusto e vado, la mia velettina sale bene, sembra perfetta, mi giro e sono in volo. L’aria è mossa, è primavera, era quello che c’era da aspettarsi. Mi sistemo nell’imbrago e sento l’ala partire in avanti, la freno e la guardo. Accidenti, un rametto si è incastrato tra il freno sinistro ed il cordino delle D. Evidentemente non l’ho controllata bene. Poco male si va in atterraggio evitando manovre. Poco dopo mi ritrovo a veleggiare con la vela viola e grigia di Cristina sotto di me. Entrambi sostenuti dalla brezza e dal caldo generalizzato della giornata, rimaniamo un po’ a giocare con l’aria senza la fretta di perdere quota per atterrare. Devo solo essere prudente ed evitare di tirare troppo il comando di sinistra, quindi molto peso e poco comando. Non riesco a fare una C perfetta ma almeno la seconda metà sì. Noto anche un delta tra i cespugli, sembra non ci siano problemi, saprò dopo che ha toccato i cavi della linea elettrica facendo una fiammata e facendo saltare la corrente nei dintorni. Sono comunque contento che non ci sono state altre conseguenze. Atterro quasi subito dopo la Cri, porto la mia vela a fiocco vicino alla sua, nella zona di ripiegamento valutando un po’ l’insieme della giornata. Chi racconta di come non è riuscito a stare su, chi della bella termica, io del mio nodo sui cordini e mentre ripiego mi accorgo che una gioia semplice si sta impadronendo di me. Sono tornato a volare, il volo mi da ancora gioia e l’entusiasmo che avevo perso si scatena in piccoli saltelli, con il pensiero che è bello tornare a volare e sentirti parte di quell’aria che come disse qualcuno che non ricordo più “ Ci rende sublimi.”

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