UNA NUOVA FIAMMA
27 Dicembre 2010
Beh ci siamo, la fine dell’anno è proprio vicina, il bellissimo Natale passato in famiglia, con i figli, la musica e il camino acceso è stato splendido. I quattro giorni prima li ho passati ad ordinare e pulire la zona garage magazzino, ne aveva bisogno, così come il furgone, lavato e riorganizzato per l’anno nuovo. E come dicevo prima ci siamo, manca ancora una cosa per prepararsi all’arrivo del nuovo anno. Imparare a conoscere la mia nuova vela, che ho già da alcune settimane, ma dato il lavoro e i piovosi giorni delle festività Natalizie è rimasta in attesa al suo posto in garage senza far sentire la sua voglia di librarsi nel cielo.
E’ ormai sera, la sera del 26 con una buona previsione meteo per domani e con il freddo che ritorna. Ma devo dire che non pensavo proprio a fare qualche test in campetto con la mia nuova fiamma, aspettavo l’anno nuovo, l’input arriva da un messaggio di un amico del club, Giancarlo che con Alberto e chi vuole partecipare mi invita ad una camminata con volo. Sono molto tentato di accettare, ma mi immagino a camminare sulla neve con la sacca sulle spalle e con i problemi che ha la mia schiena rischio, uno di essere d’intralcio alla bellissima idea di liberavventura e due di ritrovarmi bloccato con la schiena per la breve vacanza in montagna con la dolce metà che come tutti gli anni programmiamo. Non andrò. Ma questo non può non farmi pensare ad una giornata sicuramente ottima meteorologicamente parlando.
Così dopo i bicchieri di spumante e i panettoni e torroni tradizionali, cerco di prendere sonno nel mio lettone dopo due pagine di un libro.
A questo punto mi viene in mente l’inizio di una canzone delle Vibrazioni “ Al mio risveglio trovo un cielo brillante “. Perché è proprio così, alle 8 sono sveglio, la luce che entra è diversa dalla luce degli ultimi giorni piovosi. Una splendida giornata di sole.
La decisione è immediata, senza fretta ma voglio trovarmi ai campetti per mezzogiorno, d'altronde per il periodo è inutile arrivare prima. Così mi metto in viaggio, un’oretta di strada, ascoltando musica e notizie sul prezzo dei carburanti, che come al solito quando ci sono ponti o festività crescono senza apparente ragione, grazie allo schiavismo economico che le compagnie petrolifere anno il potere di esercitare, però un po’ di gasolio lo devo mettere comunque nel serbatoio.
La strada scorre tranquilla, non c’è traffico, sembra che siano tutti in vacanza, arrivo alle 11,20 con la speranza che il sole porti una buona brezza almeno sufficiente per un po’ di gonfiaggi per capire il comportamento dell’ala ed affinarne il controllo. E’ la seconda volta che ci provo e osservando le bandiere del ristorante una timida speranza c’è, ma come per la prima volta niente vento.
Però un giro a piedi me lo faccio, magari basta aspettare una mezzoretta. All’ombra l’erba è ancora avvolta dalla brina e dove splende il sole, è decisamente bagnata e fa piuttosto freddo, tanto che decido di salire in cima al campetto per scaldarmi un po’ intanto che aspetto. Ho come sempre un problema di circolazione alle mani e fanno fatica a scaldarsi.
Arrivo in cima e mi godo il tepore del sole sul viso, il vento sembra non presentarsi. Ma mentre penso: in alternativa nel primo pomeriggio alla collina dove vado solitamente a fare esercizio con la vela, sicuramente l’0vest ci sarà, male che vada andrò un po’ là, sperando di non trovare fango visto i giorni piovosi appena trascorsi, la prima raffica si fa sentire, debole ma è il segnale che qualcosa si sta attivando, i segnavento si muovono e la direzione è ottima. Vado a prendere la sacca e ritorno su in cima. Adesso è chiaro che un po’ di brezza c’è, sul Pizzoccolo appaiono anche due cumuletti sfilacciati, segno di un inizio di attività termica. E così finalmente stendo l’ala, sperando che non si inumidisca troppo, beh è nuova e quando le cose sono nuove si ha sempre una attenzione maggiore, anche perché poi dovrà aspettare ancora giorni, siamo in inverno e chissà quanti ne dovrà aspettare, meglio metterla via asciutta. E’ proprio bella la mia nuova fiamma.
Ok ci siamo, al primo gonfiaggio mi sembra un po’ rigida, naturalmente è diversa dalla “Body Guard” però risponde subito al comando, con un ritardo minimo rispetto all’altra, ummm.. bene il controllo è istintivo. Speravo un po’ più di vento per giocare prima di un volo però è sufficiente per gonfiare alla francese, facciamoci portare in volo. Noto subito la differenza di efficienza, primo test. Ritorno su con la vela a fiocco, a questo punto le mani non sentono più il freddo, secondo voletto, la reattività dei comandi in volo è molto bella, eseguo tre virate e la vela reagisce in modo preciso al mio dolce comando e senza un’eccesiva perdita di quota. Anche qua tutto bene, bella, mi sto già innamorando. Con il prossimo voletto vediamo il controllo con l’ala sulla testa e i piedi al suolo.
E’ più veloce e va in portanza subito la tengo un po’ frenata per sentire il carico ma mi preoccupa un po’ la pianta così, cercando di capire il suo carattere, insisto di più a sinistra per allontanarmi dal pericolo di finire in pianta, proprio in quel momento mi solleva da terra e mi trovo in leggera virata a sinistra e scoordinato a questo punto mi accorgo dell’errore e rilascio il comando di sinistra, mi rimette giù un po’ storto ma posso ancora correre, due passi sono sufficienti, di nuovo in volo. Lo stallo è semplice, anche con poco vento, sono contento, con le gambe distrutte ma contento, il giorno dopo avrò anche le spalle doloranti, ma ora ripiego con tutto l’entusiasmo e la gioia che questa mia nuova bimba bianca e rossa è riuscita a lasciarmi sulla pelle e nell’anima. Così sono pronto per il nuovo anno di volo, anche se qualche campetto in più …….non farà male.
Rifaccio con calma la strada verso casa, arrivo che ormai sono le due, una bandiera mi dice che l’ovest del pomeriggio si è alzato veramente, come mi aspettavo ed è abbastanza sostenuto, la macchina piena di musica, Jovanotti canta il suo ultimo pezzo “ Senza l’amore sarei solo un ciarlatano “.Sorrido dentro di me, ma forse anche fuori.
E’ già amore.
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